lunedì, 09 marzo 2009

Momento di celebrazione estetica 6

E' un video senza audio, con qualità d'immagine scarsa, ma ad elevato contenuto tecnico. I signori che combattono sono Enoeda e Kanazawa, due fra i più grandi karateki di sempre. Enoeda è morto nel 2003; era un 8^ dan. Dopo la morte gli è stato conferito simbolicamente il 9^ dan. Per il suo modo di combattere era soprannominato "tigre". Kanazawa è ancora in vita. Ha 78 anni e pratica assiduamente. E' l'unico maestro vivente dello stile Shotokan a possedere il 10^ dan, il grado più alto in assoluto. E' il presidente e istruttore capo della più grande organizzazione di Karate Shotokan del mondo, la Shotokan Karate-do International Federation.

Non so a quale anno risalga questo video. Evidentemente è passato molto tempo, ma in questi pochi secondi riconosco la grandezza del karate.

PS: il Karate è praticato in diversi stili, che corrispondono in linea di massima a diversi Maestri "fondatori". Lo stile più diffuso è lo Shotokan, che deriva dal Maestro Funakoshi. Altri stili sono lo Shotokai, del Maestro Egami; il Goju-Ryu, iniziato dal Maestro Higahonna e fondato dal Maestro Myagi; lo Shorin-Ryu, che a sua volta è formato da altri tre stili, ciascuno riferito a una diversa famiglia di Okinawa; lo Shito-Ryu, elaborato dal Maestro Mabuni; il Wado-Ryu, che deriva dal Maestro Otsuka; il Sankukai, del Maestro Nanbu (nel '78 il Maestro ha poi creato una "nuova" arte marziale col nome di Nanbudo); e il Kyokushinkai, fondato dal Maestro Oyama.

Di seguito riporto anche i principi morali (Dojo-kun) elaborati da Funakoshi per il Karate Shotokan:

  1. Il Karate comincia e finisce con il saluto. (一、空手は礼に初まり礼に終ることを忘るな 。)
  2. Il Karate è mai attaccare per primi (二、空手に先手無し。).
  3. Il Karate è rettitudine, riconoscenza, perseguire la via della giustizia (三、空手は義の補け。).
  4. Il Karate è prima di tutto capire se stessi e poi gli altri (四、先づ自己を知れ而して他を知れ。).
  5. Nel Karate lo spirito viene prima; la tecnica è il fine ultimo (五、技術より心術。).
  6. Il Karate è lealtà e spontaneità; sii sempre pronto a liberare la tua mente (六、心は放たん事を要す。).
  7. Il Karate insegna che le avversità ci colpiscono quando si rinuncia (七、禍は懈怠に生ず。).
  8. Il Karate non si vive solo nel dojo (八、道場のみの空手と思うな。).
  9. Il Karate è per la vita (九、空手の修行は一生である。).
  10. Lo spirito del Karate deve ispirare tutte le nostre azioni (十、凡ゆるものを空手化せ其処に妙味あり。).
  11. Il Karate va tenuto vivo col fuoco dell'anima; è come l’acqua calda, necessita di calore costante o tornerà acqua fredda (十一、空手は湯の如く絶えず熱を与えざれば元の水に返る。).
  12. Il Karate non è vincere, ma è l'idea di non perdere (十二、勝つ考えは持つな、負けぬ考えは必要。).
  13. La vittoria giace nella tua abilità di saper distinguere i punti vulnerabili da quelli invulnerabili (十三、敵に因って転化せよ。).
  14. Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto; muoviti e asseconda il tuo avversario (十四、戦は虚実の操縦如何にあり。).
  15. Mani e piedi come spade (十五、人の手足を劔と思え。).
  16. Pensare che tutto il mondo può esserti avversario (十六、男子門を出づれば百万の敵あり。).
  17. La guardia ai principianti, la posizione naturale agli esperti (十七、構えは初心者に、あとは自然体。).
  18. Il kata è perfezione dello stile, la sua applicazione uè altra cosa (十八、型は正しく、実戦は別もの。).
  19. Come l'arco, il praticante deve usare contrazione, espansione, velocità ed analogamente in armonia, rilassamento, concentrazione, lentezza (十九、力の強弱、体の伸縮、技の緩急を忘るな。).
  20. Fai tendere lo spirito al livello più alto (二十、常に思念工夫せよ。).
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categoria: amore, sport
lunedì, 03 novembre 2008

Momento di celebrazione estetica 4

Juventus Roma 2 - 0  (01/11/08)

La bellezza prende forma in modi differenti e spesso si manifesta provocando un colpo al cuore di chi la guarda. E il mio cuore è sobbalzato, si è strozzato e ha battuto più forte innumerevoli volte grazie ad Ale.

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categoria: sport, divino
domenica, 22 giugno 2008

La mia DOSE

Premetto che a me non ne viene niente. Che si vinca o si perda, da un punto di vista pratico, per me è indifferente. Insomma, l'eliminazione dall'Europeo non modifica la mia vita. Tanto meglio. Però, insomma, neppure la gloria psicologica della vittoria. Perchè il calcio sta tutto lì per i tifosi: in una strana gloria psicologica e in uno strano sentimento di euforia che invadono tutto il corpo per diversi giorni, come una scarica infinita di adrenalina, e che fanno sentire parte di un Tutto.

Quindi, insomma, eliminati o meno (e siamo in effetti eliminati) non modifica la mia vita, ma questi Azzurri senza squadra e senza individualità, abbastanza monotoni, allenati da uno che...ne capisco di più io...mi hanno tolto la possibilità di provare quella sensazione, quella scarica adrenalinica che ti fa sentire bene. Mi hanno tolto quella dose di goduria. Quella che provi in un modo assurdo solo per aver vinto un Mondiale o un Europeo. Perchè gli Azzurri, la Nazionale, vanno oltre le stupide dinamiche dei clubs. Perchè per uno scudo vinto sei capace di star fuori tutta la notte a festeggiare, ma essere Campioni del Mondo o d'Europa, quasi stupidamente, unisce tutti. Tutti questi italiani cittadini che, di norma, non sanno cosa sia la nazionalità. Bene, sono triste. Questi Azzurri mi hanno lasciato senza DOSE.

E per favore, la prossima volta(?), fate tirare prima Del Piero.

E, soprattutto, fate un corso di base a Donadoni su come si gioca a calcio.

E, oltretutto, mandate Toni a Lurdes.

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categoria: sport
giovedì, 12 giugno 2008

Solo un Capitano

Del Piero: voglio essere decisivo

Ale ha le scarpette azzurre. Come la maglia. E' in forma fisica eccezionale. Si è sistemato le basette e tagliato i capelli, come fa sempre in queste occasioni di gran gala. Dimostra il solito fascino. La solita risolutezza e parla tranquillo. Avevo pensato, al tempo della convocazione per l'Europeo che non arrivava, che era meglio così. Almeno non ci sarebbero state le solite tribolazioni da panchina o da sostituzione. Avevo pensato che, almeno, se ne sarebbe stato tranquillo. Poi mi son detta che Ale tiene troppo alla Nazionale e che una mancata convocazione per quello che sarà probabilmente il suo ultimo Europeo e al termine di un Campionato da applausi col botto, lo avrebbe rattristato e deluso. Ale si merita di essere dov'è. Capocannoniere a 34 anni con 21 reti. Capitano della Nazionale. Domani Ale se ne andrà in campo con la voglia indiscutibile di fare la differenza. Lui che è un grande e lo si capisce dallo sguardo. Lui che è sempre là, nel bene e nel male. 

Ale ha le scarpette azzurre. Come la maglia. E gli occhi marroni che scintillano. Sorride sempre e non si risparmia mai. Non è diplomatico. E' sincero. Domani spero che si riprenda la gloria. Quella da Campione del mondo. E giochi come solo lui sa fare. 

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categoria: sport
mercoledì, 04 giugno 2008

Alberto Contador

Arriva in Italia strappato alle vacanze, partecipa al Giro per la prima volta e lo vince. Ha solo 25 anni, un bel sorriso e occhi scuri. E' spagnolo. Il nome completo è Alberto Contador Velasco, è nato a Madrid e vive a Pinto. Ha quattro fratelli. Scoperta la passione per ciclismo, dal 2003 inizia ad inanellare una serie interessantissma di vittorie e piazzamenti importanti. Nel 2007 vince il Tour de France. Quest'anno porta via a Riccardo Riccò il gradino più alto del podio, dando prova di eccezionale capacità nell'ultima tappa a cronometro, dopo aver messo in mostra le doti da scalatore sulle nostre montagne. Vedi la Marmolada. Tra l'altro la maglia rosa gli dona molto.

E pensare che nel 2004 un aneurisma cerebrale lo aveva costretto a scendere dalla bicicletta...Ma Alberto è ripartito alla grande fino a realizzare la doppietta Tour-Giro, con una semplicità quasi disarmante.

[foto de la noticia]

Io che il ciclismo lo avevo messo un po' da parte, perchè gli scandali si erano portati via la magia e la bellezza di questo sport speciale, per veri Ironmen. Dopo che Marco Pantani se n'era andato in un posto forse migliore, dopo che le accuse di doping hanno continuato a susseguirsi, il ciclismo non mi appassionava più. Oggi qualcosa è leggermente cambiato, merito probabilmente di un Giro 2008 diverso dal solito, grazie alla caparbietà di Emanuele Sella, alle speranze di Riccardo Riccò e alla sorpresa di Alberto Contador, che mi ha facilmente rapito con la sua storia personale e con l'impresa che lo ha portato davanti a tutti sul podio. Divertente il suo arrivo, quando tagliando il traguardo, mima uno sparo con la mano. C'è da dire che sono lontani i tempi in cui i veri grandi campioni vincevano senza batter ciglio, lanciandosi in volata a chilometri e chilometri dal traguardo, non come oggi, che tutti aspettano i 10 km alla fine. Non come oggi che alla cronometro sono tutti lì, a pochi secondi. I tempi sono cambiati, lo sport è cambiato, le tattiche, gli obiettivi...ma il ciclismo è pur sempre una rara bellezza da ammirare. Spero vivamente che si possa continuare a vincere senza inganno e senza scandalo. Spero che questo sport venga davvero riabilitato al senso comune, perchè è fenomenale ed impareggiabile osservare un ciclista che scala la vetta a testa bassa, faticando molto e lamentandosi poco.

Intanto, W Albero Contador, anche se non è italiano.

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