lunedì, 29 giugno 2009

I love Robert Pattinson

I love Robert Pattinson. So che ormai è diventato un clichè. Amo Robert Pattinson. Tutti lo dicono. TuttE lo dicono. Il problema, in effetti, è non dirlo. E' praticamente impossibile, al momento. Per tante ragioni: ragioni che riguardano direttamente lui e la sua bellezza e ragioni che riguardano il bombardamento continuo e mediatico che porta il suo viso ovunque e perdunque nelle nostre vite. Si parla di lui dappertutto e in modi differenti. Non vorrei dilungarmi troppo sulla questione che oltre ad essere bello è anche bravo (e bravo lo è davvero), ma scommetto che sentiremo parlare di lui molto a lungo. Non solo perchè la saga di Twilight è ancora nel pieno della sua fortuna cinematografica (in uscita a novembre il secondo capitolo New Moon; nel 2010 sarà il momento di Eclipse), ma anche e soprattutto perchè c'è qualcosa che brilla e scintilla in questo ragazzo ventitrenne. Qualcosa forse legata al tipico fascino inglese o al carattere schivo, che fa un po' bello e dannato, qualcosa che mette insieme la brillantezza di Hugh Grant e la sensualità di Johnny Depp. Qualcosa che fa di lui, al momento, l'ossessione più grande del globo. C'è un sito dedicato a lui che è titolato Robsessed, Addicted and Devoted to Robert Pattinson, dove ogni giorno vengono postate decine e decine di foto che lo riguardano. Al momento è seguitissimo sul set del suo nuovo film "Remeber me", al fianco di Emily DeRavin. Nel frattempo è perseguitato dal tormentone che lo vorrebbe assieme a Kristen Stewart, la sua compagna in Twilight. C'è chi pagherebbe oro o chi darebbe l'anima al diavolo pur di immortalarli in una posa inequivocabilmente inequivocabile. E così si sprecano i fotomontaggi e le storielle inventate sulla loro presunta love story. Intere community sono nate per tributare l'ormai mito e leggenda Robert Pattinson, sebbene lui non abbia ancora fatto qualcosa di veramente mitico e leggendario. Ma a quanto pare non servono gesta. Bastano il suo accattivante sorriso (da qui le "dazzling abilities"), i suoi capelli spesso e volentieri disordinatissimi (I love messy hair), i suoi occhi azzurro cenere, le facce buffe, il modo in cui si passa la mano fra i capelli, le labbra da vampiro (già) e la sua risata contagiosa, o la sua felpa col cappuccio, le camicie a quadri, il suo accento British, le Nike nere e bianche e gli occhiali da sole RayBan, diventati ormai un'icona (ce li hanno tutti e prossimamente li avrò anch'io!!). Addirittura è facile imbattersi in fantasie legate alle sue dita lunghe e affusolate....Non posso raccontarvi le risate che mi faccio quando mi capita di leggere commenti del genere...le fan di Robert Pattinson fantasticano su tutto ciò che lo riguarda ("down on my kneess..hummm..o gosh; what dirty minds we have", commento ad una foto-da-togliere-il-fiato di Rob), sebbene ci siano anche le puriste che giurano di amarlo solo perchè è un attore straordinario e non perchè è bello da morire. E poi ci sono quelle come me, che dicono che è per entrambi gli aspetti ( "can't belive I'm here talking about rob pattinson on a friday night. I dont have a life", commento in un sito dedicato a Rob) . Si. Già. E' amatassimo, considerato praticamente un greek god , espressione rubata a Stephanie Meyer che l'ha usata per descrivere il personaggio letterario di Edward Cullen, interpretato sugli schermi proprio da Pattinson. E a proposito di Dio, ecco un altro commento interessante rubato in rete:"I wonder if God realized what he was going to do to us when he made Rob". Qualunque dettaglio del suo viso o del suo corpo è motivo di esaltante discussione e adorazione. Per esempio, fa letteralmente saltare le connesioni quando appare vestito semplicemente con la maglia della salute e i jeans ("How can someone make a black t-shirt look so god damn good?", commento copiato testuale da uno dei siti dedicati a Rob) . E' fenomenale il mondo interattivo - e non - che ruota attorno a questo ragazzo e alla sua vita. Si è ritrovato, nel giro di un anno, catapultato in una girandola di emozioni da show-bizz e mi domando come sia riuscito, almeno per ora, a sopravvivere. In realtà, ha dichiarato più volte di essere diventato un po' paranoico riguardo alle folle di fan urlanti che lo sorprendono ovunque, sottolineando una certa frustrazione circa l'impossibilità di uscire di casa come una persona normale per fare due passi o per ubriacarsi a suon di pinte di birra in un pub. Ma questa è l'altra faccia del successo. O della vita. Più in generale. "I love Robert Pattinson" è praticamente diventato uno slogan. Non è difficile immaginare la montagna di soldi che la Summit (casa produttrice di Rob) sta sicuramente incassando giorno dopo giorno a ritmo pressochè costante grazie alla fama planetaria di un dolcissimo e talentuoso gioiello come Robert. Personalmente, mi sono innamorata di lui gaurdando Twilight (un film inconsistente rispetto alla bellezza del libro omonimo), ma la cosa che mi ha fatto figuratamente cadere ai suoi piedi è stato ascoltare "Let me Sign", canzone inserita nella colonna sonora del film di cui sopra, cantata e arrangiata proprio da lui. Perchè Rob è anche un musicista. Chitarra e pianoforte. Ho ascoltato la canzone e all'inizio non sapevo che fosse sua. Dura appena un paio di minuti, ma è strappalacrime. La sua voce è una meraviglia cristallina e grezza. Da brivido.

I love Robert Pattinson. Non potevo non dirlo ancora. Un'ossessione è un'ossessione.

(from GQ magazine)

Ed infine, uno scambio di battute fra due forumiste su un sito d'oltre oceano. Stanno commentato una foto di Rob:

-  "Very attractive sexy hot looking pic but then again we already know this, Would I sound like a crazy fan if I said I wanted to pop open each one of those little buttons to reveal the prize inside:) OK Im a crazy fan in love with the man ;)"
- "NO! you'd be crazy if you DIDN'T want to pop open those buttons!"
- "Those button up flies are going to be the death of me!"
E parlando di BUTTONS...parliamo dei buttons dei jeans...si, esatto. Proprio quelli. Tanto per dimostrarvi che  Rob è davvero un ossessione.
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categoria: cinema, film, catene, divino
venerdì, 26 settembre 2008

La trilogia di Neo

Quindi finisce così. La trilogia di Neo. Devo ammettere che dopo aver amato il primo Matrix e dopo aver apprezzato il secondo Matrix, aver visto ieri sera, in tv, il terzo Matrix non mi ha sconvolto, ma, in più casi, commosso. Ora, premesso che Matrix doveva finire col primo episodio (l'unico e il solo da ricordare sul serio) che, a mio parere, resterà per sempre un classico del cinema, trovo che la volontà di dare un fine più alto a tutta la storia, ovvero il fine della pace, non sia stata un'idea totalmente malvagia. Non ho apprezzato molto, però, i combattimenti aerei fra Neo e Smith...troppo surreali, troppo Superman. In generale le trame del secondo e terzo Matrix non sono un granchè, anzi, sono quasi inesistenti. Alla fine l'unica cosa che ha un senso capire è che nella vita occorre fare delle scelte e che l'uomo indeciso non ha futuro. Quindi Neo ha fatto la scelta di resistere. E così finisce il suo ruolo nella storia, assieme a quello di Trinity, che si immolano per un destino che intravedono ma non conoscono. Finisce così questo Matrix Revolutions, questo terzo episodio con l'uomo del treno che traghetta programmi fuori o dentro la rete e col Merovingio che non si capisce bene cosa ci stia a fare. Questo episodio, ancora più evidentemente del secondo, è stato troppo campato in aria, costruito sulla figura straordinaria e predestinata di Neo, l'eletto, il salvatore. Un po' come Cristo. Però Neo era già morto e risorto nel primo episodio, quindi, per fortuna, non avremo mai un quarto Matrix. Interessante anche la spiegazione data dall'Oracolo riguardo al bilanciamento dell'equazione, ovvero all'inevitabile creazione di opposti, come Neo e Smith; un'equazio ne bilanciabile con la distruzione di tutto o la comunione di tutti. 

In ogni caso, Matrix doveva restare uno solo. Una sola fantastica storia, con una sola fantastica idea. Avrei apprezzato, più che altro, un secondo episodio del livello del primo e basta. Ma oggi le trilogie sembrano andare di moda e, nel caso di Matrix, come tutti hanno più volte detto, la forza del business ha creato il doppio seguito. Un seguito un po' troppo etereo. La forza grandisiosa del primo film era nell'idea e nei personaggi, la forza del secondo stava forse nella consapevolezza di Neo, ma per quanto riguarda la forza del terzo non sono ancora convinta di averla trovata...come accennavo inizialmente, però, mi è successo di commuovermi in più occasioni. Una commozione che preludeva al destino più o meno scontato cui Neo andava incontro. Si era capito, insomma. E finiva, quindi, la magia dell'eletto, del perfetto, per trasformasi nella magia dell'eroe immolato, che ha fatto la sua scelta. Ci sta anche questo, si...ma avrei preferito ricordarmi Neo come quell'essere superiore che poteva plasmare Matrix a suo modo e correggere gli errori e amare con passione ed essere abbastaza dark da risultare eccessivo ed essere abbastanza eccessivo da risultare unico.

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categoria: film