lunedì, 31 agosto 2009

Come si ama

Amo il jazz come si ama il cielo azzurro d'inverno. Come si amano i fiori freschi, le stelle luminose, la luna calante, crescente, nuova e piena. Amo il jazz come l'aria. E amo il rock come si amano la speranza e la vita. Come si ama il caffè, come si ama il cioccolato fondente. E poi, amo Tiziano Ferro. Come si ama Tiziano Ferro.

Amo Dino Buzzati e le sue inquietitudini. Amo Hermann Hesse e la sua filosofia, amo l'Amleto di Shakespeare. Li amo come si amano le cose antiche e preziose. Come un castello diroccato in cima al monte. Amo l'avventura di Wilbur Smith e l'adrenalina di Clive Cussler. Amo il brivido di Stephen King. Li amo come si amano le risate e la birra. E poi, amo Twilight. Come si ama Twilight.

Amo le cose vere e autentiche. L'originalità del pensiero. La fantasia di un bambino. La conoscenza enorme di un vecchio, nascosta fra le pieghe delle rughe. Amo chi non compra le sigarette. Amo le cose genuine. Amo la bellezza della natura e le cose rare. E poi, amo le mode, ma solo quelle dignitose. Le amo come si amano le mode.

Amo il primo amore. Come si ama il primo amore. E amo l'innamoramento. Come si ama l'innamoramento. 

Amo le ossessioni. Come si amano le ossessioni. Di quelle che o ci sguazzi o lasci che ti affoghino. E amo la libertà, di quella che ti senti padrone della tua volontà.

Amo i film in prima tv. Come si amano i film in prima tv. E amo quelli già visti, come si amano quelli già visti.

Niente, insomma. Pensavo che amo tante cose diverse. Queste e molte altre. Pensavo che chi ha un gusto assoluto è un povero di spirito. O forse che chi ha un gusto eclettico è un povero di convinzione. Insomma, niente. Così è la vita.

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categoria: divagazioni, catene
lunedì, 17 agosto 2009

Beauty

La bellezza è l'arte dell'essere. Sarai tanto più bello quanto più sarai autentico. L'artefatto è l'illusione di qualcosa che non esiste.

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lunedì, 11 maggio 2009

Qualità

Una volta tanto, vorrei essere in grado di non farmi ossessionare dal tempo. Una volta tanto, vorrei prendermi tutto il tempo che serve e non pensare che è troppo poco o che è troppo tanto. Semplicemente, usare le ore, i giorni, i mesi e persino gli anni per fare qualcosa che desidero e di cui ho bisogno. Non importa quanto ci vorrà o la fatica che costerà, le notti insonni o il sonno leggero...non importa. Il tempo c'è per essere speso. Come il denaro. Sarà forse una metafora agghicciante e cinica, ma questo è: puoi avere tanti soldi e usarli male; puoi avere tanto tempo e lasciartelo sfuggire. Non cambia. A questo punto, è meglio disinteressarsi a questi valori...il soldi non fanno la felicità e avere più tempo non garantisce di essere felici. Non cambia. Il punto è sempre uno: la qualità.
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categoria: divagazioni
martedì, 20 gennaio 2009

Esperimenti razionali

Oggi ho pensato a un po' di cose, ma tutte sono fluite via. E' come se qualunque esperimento razionale del mio cervello si dissolvesse dopo essere stato prodotto. Non so darmi una vera spigazione. Spesso mi trovo a ripensare alle medesime cose cui avevo pensato il giorno precedente rendendomi conto che esse sono ancora irrisolte. Così, giorno dopo giorno, ripeto l'esperimento razionale e cerco di fissarlo nella memoria, cerco di stamparmi in fronte il procedimento logico-consequenziale che mi aveva condotto a certe conclusioni...però, il più delle volte, quel procedimento si scioglie nel fiume della vita e degli eventi e, sparendo, mi tormenta nella notte, quando non riesco a prender sonno. Forse non dormo perchè l'esperimento razionale, a conti fatti, finisce per essere instabile e impreciso, tanto che neppure io ci credo, tanto che incosciamente lo rimuovo e lo cancello per ricominciare da capo.

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sabato, 27 dicembre 2008

Assonanze

Struck me kinda funny, seem kinda funny, sir, to me,

how at the end of every hard earned day

people find some reason to believe.

 

E' una cosa che mi è sempre sembrata curiosa, signore,

come alla fin di ogni dura giornata

la gente trova sempre una ragione per credere.

("Reason to believe" - Bruce Springsteen, Nebraska, 1982)

Ecco, io non so perchè fra i tantissimi versi, fra le tantissime parole di Bruce, proprio queste mi abbiano in particolare strappato un amaro sorriso. Amaro, ma sorriso. Perchè, in effetti, seem kinda funny anche a me...dal momento che il mio rapporto con Dio non è proprio definito e dal momento che "credere" in senso più generale è un'azione che necessita grossi investimenti.

<<Now judge, judge, I had debts no honest man could pay,

the bank was holdin' my mortgage and they was takin' my house away.

Now, I ain't sayin' that makes me an innocent man

but it was more 'n all this that put that gun in my hand.

Well, your honor, I do believe I'd better off dead [...]>>

<<Signor giudice, ho fatto debiti che nessun uomo oneste potrebbe pagare,

la banca si teneva stretta l'ipoteca e stavano per portarmi via la casa.

Oro io non dico che questo faccia di me un uomo innocente,

ma sono state tutte queste cose ad armare la mia mano.

Perciò, vostro onore, credo che starei meglio da morto>>

("Johnny 99 - Bruce Springsteen, Nebraska, 1982)

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categoria: musica, divagazioni
sabato, 20 dicembre 2008

E penso a te

Ho comprato un paio di pantofole ghepardate: la massima trasgressione che mi permetto ora...a parte l'amore confuso e impossibile per un uomo troppo al di là di me. Così è arrivato dicembre e se ne sta quasi andando. Col Natale alle porte e il Capodanno che incombe. E mentre "sono al buio e penso a te, chiudo gli occhi e penso a te...io non dormo e penso a te", mentre tutto se ne và, sempre e comunque, io sono Qui, in questo posto imprecisato dell'universo a domandarmi se Dio esiste e se mio cugino Andrea, da lassù, mi vede e mi sorride. E come lui altri che non ci sono più e che non dimentico mai. Un'amica mi ha regalato un quaderno da riempire, ma non sa che tanti altri sono là in attesa di essere scritti...e che mi rode il fegato.

Spesso, per tre minuti assieme a qualcuno, si scende a patti con tutto e ci si scorda di ogni scadenza o termine e si resta lì, anche controvoglia ed annoiati. Quel momento ci ripagherà senz'altro e scomparirà senz'altro nel mezzo dei ricordi e si annebbierà col tempo pur restando intatto nell'essenza. Ho due panettoni e due pandori in cucina e una bottiglia di spumante in frigo, assieme alla birra. Ho il cuore gonfio delle cose che ho abbracciato e di quelle che ho lasciato andare via, sbattendo la porta. Ho in mente il mare di casa mia, la cui essenza meravigliosa e il cui calore mi sono sempre mancati e mi hanno sempre stretto lo stomaco al pensiero. Sogno la scandinavia, fredda e glaciale nelle sue architetture perfette, e Venezia, acquosa e morbida nelle sue architetture precarie. C'è sempre un sogno ad accompagnarmi, a seguirmi, a crescermi dentro...come l'immagine di te.

"L'altrove può essere anche Qui, dentro di noi. Abbi sempre cura del tuo Cuore" ho scritto come dedica sul libro che ho regalato ad un amico. E ci credo tanto. Al cuore. Anch'io dovrei averne più cura, ma in un modo diverso...più reale. E più adulto.

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categoria: amore, divagazioni
lunedì, 24 novembre 2008

Ma a che serve?

Tutto bianco. Candido. Soprattutto il cielo mi ha lasciato senza fiato; si mischiava con la neve, con tutti quei fiocchi, con tutto questo inverno...Dopo una notte agitata, trascorsa a cercare il calore dal di dentro, a desiderare una mano sul cuore, dopo ore insonni e pensierose, tirarmi sù dal letto alle sette e trenta, affacciarmi al vetro e vedere tutto quel bianco e sorridere d'istinto, quasi onorata e disorientata. E c'era un silenzio surreale, morbido e solo. Tipicamente la neve rallenta ogni movimento, persino i pensieri, li immobilizza, come per congelarli eternamente, e per un attimo ti senti migliore, più te stesso, più giusto. Poi tutto sparisce, soprattutto quando arriva una debole poggia a sciogliere il candore, mostrando il nero dell'asfalto e il grigio del cielo nebbioso, nuvoloso, inquinato. E resti così, un po' più solo di prima a desiderare ancora quel bianco, come se davvero contasse qualcosa o la cambiasse.

E ora provo a riscaldarmi. Niente sembra servire.  

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categoria: divagazioni
mercoledì, 22 ottobre 2008

Oss!

Oggi guardavo i miei colleghi del karate, stando seduta in poltrona, appena fuori dalla sala. Tante cinture colorate. Solo l'istruttore con la nera. Cercavo di leggere sui loro visi il senso che provano nella pratica dell'arte marziale e mi domandavo se veramente ognuno di loro avesse trovato quel senso o se ancora lo stesse cercando. Sono convinta che un'arte marziale senza il senso non serva...e finisca per diventare solo uno strumento di offesa. Spesso è necessario che sia il maestro ad inculcarti una certa passione e che ti comunichi l'obiettivo dell'arte. Così, quando il maestro stesso quel senso non lo ha ben afferrato, ne verranno fuori soltanto allievi tecnicamente addestrati e spiritualmente vuoti. E la spiritualità è a mio parere l'elemento irrinunciabile e imprescindibile per essere un vero atleta marziale. Altrimenti sarai solo un atleta e, per carità, non c'è niente di male. Del resto si può scegliere di praticare il karate come uno sport o come una disciplina di vita. Insomma, guardavo i miei colleghi, pensavo a quando ho cominciato io, alle cinture che ho cambiato, al karategi consumato, agli stiramenti muscolari, ai lividi, al sudore...e mi sono resa conto di quanto valga una disciplina come questa e che probabilmente non sarei proprio la stessa persona senza la pratica del karate; mi sentirei forse più fragile e impacciata. Il karate mi ha dato una sicurezza speciale e non parlo di sicurezza in senso caratteriale, ma di un "sicuro interiore", come se quest'arte avesse confermato una volta di più l'importanza di certi valori e di certi comportamenti: l'educazione, l'onestà, il rispetto dell'altro, la comunicazione, l'ascolto e persino il senso dell'amicizia, se non anche dell'amore.

Stai immobile come una montagna. Muoviti come un grande fiume.

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categoria: amore, divagazioni
sabato, 11 ottobre 2008

let me go

Lasciatemi stare. Lasciatemi perdere nella musica e nel balbettio dei miei sogni. Lasciatemi cantare le cose che amo. Lasciatemi dire le cose che penso e lasciatemi vivere quest'unica possibilià di esserci. Lasciatemi amare e volere e desiderare e bramare. Lasciatemi star bene sul mio divano giallo, davanti al mio pc, alla mia tv. Lasciatemi innamorare anche dell'impossibile, anche dell'inopportuno. Lasciatemi essere così. Lasciatemi a guardarti ore ed ore. Ad immaginarti. A parlarti nel sonno. A sognarti. Lasciatemi volerti. Lasciatemi. Lasciate che sia come sia, questa vita sbilenca e imprevedibile. Lasciatemi commetere errori ortografici. Lasciatemi dire giusti i congintivi. Lasciatemi incazzare. E non vi scandalizzate.
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giovedì, 04 settembre 2008

Dipendenze

Posso dire di essere ufficialmente in vacanza da quattro giorni. Ora ho talmente tanto spazio e tanto tempo che ancora non ho capito come impiegare. Mi sto riprendendo da ritmi di lavoro un po' stressanti e monotoni, tanto che andare a letto prima delle 3 del mattino mi risulta assai arduo. Ho la testa che mi scoppia quasi 24ore al giorno, perchè passo la maggior parte del tempo davanti alla tv, complice premium gallery che mi attira inesorabilmente con i suoi telefilm e film. Io sono una drogata di televisione. Non ce la faccio senza. Anzi, magari ce la faccio, ma dopo una certa astinenza ci ricado peggio di prima. Tipico delle dipendenze. Ma almeno non fumo. E non mi ubriaco abitualmente. Comuqnue sia, ora ho tempo e spazio. Modo e potere. Eppure non faccio niente. Perchè è la mia solita inquietante natura da oziante...e Moravia lo diceva che è proprio un'arte. Mi sono innamorata di un nuovo personaggio della fiction, tale detective Charlie Crews, nella serie LIFE, in onda su Italia1 da domani (io ho già visto tutto sul digitale) e mi crogiolo in questo innamoramento impossibile già in ansia per la seconda serie. Mi innamoro spesso di questi personaggi finti e inesistenti. Delle loro manie e personalità. Credo sia un modo per staccarmi dalla realtà, questa realtà che non so vivere. Sostanzialmente ho dei grossi problemi, lo so.
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