TWILIGHT - STEPHENIE MEYER

L’amore viscerale e perfetto ha il volto di Edward Cullen e Isabella Swan. I protagonisti del romanzo Twilight, di Stephenie Meyer.
La premessa a questa recensione è che la lettura del libro è durata appena otto ore. Tanto ho messo a leggerlo. Un dato di fatto interessante anche per me stessa, che con la lettura ho una certa familiarità. E’ stato assurdo ritrovarmi alle quattro del mattino incollata alle pagine senza riuscire a smettere, sussurrando a me stessa, di continuo e invano, “solo un’altra pagina”. Quindi, una delle prime cose da dire è che il libro è scritto davvero bene. Comprensibile. Chiaro. Semplice. Veramente piacevole. Altra cosa importante che voglio sottolineare è la seguente: Twilight non è solo un romanzo che parla di una storia d’amore, ma ha una velleità superiore, perché analizza l’amore stesso anche nelle sue forme più tetre e micidiali, personificandolo nella bellezza statuaria, divina e insopportabile di un vampiro “vegetariano” (beve solo sangue di animale).
Il libro si apre con una citazione che, a rileggerla più volte, sconvolge: “ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti” (Genesi 2, 17). Una citazione che mi è stata estremamente chiara al termine della lettura.
Di fatto, nel libro è narrata la storia (che continua nei tre romanzi successivi: “New moon”, “Eclipse” e “Breaking dawn” che non ho ancora letto) di Edward, perfetto in ogni sua manifestazione – tanto benigna quanto malingna -, e di Bella, graziosa, maldestra, ma assolutamente passionale e risoluta. Due esseri destinati l’uno all’altra. Un vampiro e un’umana che lottano con gli istinti e le paure. C’è il desiderio di amarsi senza riserve e la cautela estrema rispetto alla pericolosità di un tale rapporto, perché Edward ha sete di lei nello stesso modo in cui, da uomo, la ama da impazzire. E lei ricambia follemente e perdutamente questo amore assurdo e sceglierebbe di morire pur di stare accanto a lui. In eterno.
La lettura del romanzo, lo devo confessare apertamente, mi ha sconvolto; per diverse ore dopo il termine sono stata quasi male. Fisicamente, oltre che psicologicamente. Pare che questo libro faccia alle ragazze lo stesso effetto elettrizzante. Il sesso debole? No. Credo dipenda dall’immedesimazione. C’è qualcosa, nel modo inusuale con cui la Meyer ha trasposto l’amore nel testo, che induce – per lo meno con me è successo – ad immedesimarsi nello stato d’animo del vampiro Edward, che spaventato da se stesso per il male che potrebbe fare alla sua amata se perdesse il controllo, si arma di una pesante volontà e cerca di vincere la parte più miserabile e animalesca del suo stato. E il risultato è fantastico, tanto che quando Bella gli dice “ti amo” ed Edward risponde “tu sei tutta la mia vita, adesso”, a me è parso di essere lui e di essere Bella nello stesso istante. Doppiamente immedesimata. La forza di questo romanzo sta nella pari simpatia che il lettore sviluppa nei confronti tanto di Edward, quanto di Bella. E credo che questa simpatia sia più semplice da provare per le ragazze, per un fatto genetico (non me ne voglia il sesso forte).
Ma il mio personale massimo, durante la lettura, è stato alle parole:
mi feci più vicina e con la punta delle dita seguii il profilo del suo avambraccio. Mi accorsi che mi tremava la mano, e sapevo che non gli sarebbe sfuggito. “Ti da fastidio?” chiesi, poiché [lui] aveva richiuso gli occhi. “No”, disse senza riaprirli “non hai idea di come mi senta”
Ho trattenuto a stento una commozione indecifrabile. Se non mi fossi controllata avrei sicuramente pianto (e lo ammetto con un po’ di vergogna). Ovvio che la mia reazione è arrivata come risultato non di quelle poche righe, ma come somma di quanto avevo letto prima. Alle parole di Edward “non hai idea di come mi senta” sono definitivamente crollata in preda al desiderio più o meno legittimo di essere anch’io per qualcuno un tale sollievo. Credo che questo romanzo abbia toccato più di qualche mio punto debole, perché non è normale sentirsi così sconvolti. Ma credo, soprattutto, che Twilight racchiuda una verità che condivido: e cioè che l’Amore non è rosa e non è rosso e non è nero. È tutte queste cose insieme. C’è tanto di male e tanto di bene nello stesso frutto. E un Amore senza peccato è un Amore a metà.
Voto: senza voto, perchè al momento mi pare riduttivo. Troppo coinvolgente.





















