sabato, 27 dicembre 2008

Assonanze

Struck me kinda funny, seem kinda funny, sir, to me,

how at the end of every hard earned day

people find some reason to believe.

 

E' una cosa che mi è sempre sembrata curiosa, signore,

come alla fin di ogni dura giornata

la gente trova sempre una ragione per credere.

("Reason to believe" - Bruce Springsteen, Nebraska, 1982)

Ecco, io non so perchè fra i tantissimi versi, fra le tantissime parole di Bruce, proprio queste mi abbiano in particolare strappato un amaro sorriso. Amaro, ma sorriso. Perchè, in effetti, seem kinda funny anche a me...dal momento che il mio rapporto con Dio non è proprio definito e dal momento che "credere" in senso più generale è un'azione che necessita grossi investimenti.

<<Now judge, judge, I had debts no honest man could pay,

the bank was holdin' my mortgage and they was takin' my house away.

Now, I ain't sayin' that makes me an innocent man

but it was more 'n all this that put that gun in my hand.

Well, your honor, I do believe I'd better off dead [...]>>

<<Signor giudice, ho fatto debiti che nessun uomo oneste potrebbe pagare,

la banca si teneva stretta l'ipoteca e stavano per portarmi via la casa.

Oro io non dico che questo faccia di me un uomo innocente,

ma sono state tutte queste cose ad armare la mia mano.

Perciò, vostro onore, credo che starei meglio da morto>>

("Johnny 99 - Bruce Springsteen, Nebraska, 1982)

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categoria: musica, divagazioni
sabato, 20 dicembre 2008

E penso a te

Ho comprato un paio di pantofole ghepardate: la massima trasgressione che mi permetto ora...a parte l'amore confuso e impossibile per un uomo troppo al di là di me. Così è arrivato dicembre e se ne sta quasi andando. Col Natale alle porte e il Capodanno che incombe. E mentre "sono al buio e penso a te, chiudo gli occhi e penso a te...io non dormo e penso a te", mentre tutto se ne và, sempre e comunque, io sono Qui, in questo posto imprecisato dell'universo a domandarmi se Dio esiste e se mio cugino Andrea, da lassù, mi vede e mi sorride. E come lui altri che non ci sono più e che non dimentico mai. Un'amica mi ha regalato un quaderno da riempire, ma non sa che tanti altri sono là in attesa di essere scritti...e che mi rode il fegato.

Spesso, per tre minuti assieme a qualcuno, si scende a patti con tutto e ci si scorda di ogni scadenza o termine e si resta lì, anche controvoglia ed annoiati. Quel momento ci ripagherà senz'altro e scomparirà senz'altro nel mezzo dei ricordi e si annebbierà col tempo pur restando intatto nell'essenza. Ho due panettoni e due pandori in cucina e una bottiglia di spumante in frigo, assieme alla birra. Ho il cuore gonfio delle cose che ho abbracciato e di quelle che ho lasciato andare via, sbattendo la porta. Ho in mente il mare di casa mia, la cui essenza meravigliosa e il cui calore mi sono sempre mancati e mi hanno sempre stretto lo stomaco al pensiero. Sogno la scandinavia, fredda e glaciale nelle sue architetture perfette, e Venezia, acquosa e morbida nelle sue architetture precarie. C'è sempre un sogno ad accompagnarmi, a seguirmi, a crescermi dentro...come l'immagine di te.

"L'altrove può essere anche Qui, dentro di noi. Abbi sempre cura del tuo Cuore" ho scritto come dedica sul libro che ho regalato ad un amico. E ci credo tanto. Al cuore. Anch'io dovrei averne più cura, ma in un modo diverso...più reale. E più adulto.

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categoria: amore, divagazioni
mercoledì, 03 dicembre 2008

Lo spazio di una canzone

Mi tiene sveglia un senso di incompiuto. Come se nessuna parola potesse aiutare a completare l'immagine, perchè l'unico desiderio mi parla dell'impossibile e mi rifiuto di crederlo possibile. Dico a me stessa di allontanarmi, di stare altrove, ma sembra inutile. "Tomorrow" degli U2, dall'album October, traccia num.6, mi pare un richiamo al contatto e allo sfioramento di mani. Il ritmo si prende tutto di me. Il cuore si agita e i pensieri affiorano audaci. Vorrei restarmene qui, con le braccia conserte e lo sguardo vuoto, a vagheggiare sulla vita, sul senso e sul destino. Su Dio. Sulla bellezza delle cose che non vedrò mai e dell'amore che ancora non trovo. A volte il desiderio di un abbraccio o di una dolcezza diventa enorme e insopportabile e qualunque surrogato dell'affetto, per esempio l'individualismo, sfoderato per credere di non aver bisogno d'altro, pesa tanto sulla coscienza e sui polmoni che un po' toglie il respiro. La musica soltanto, ora "Do you feel loved", ancora degli U2, dall'album Pop, traccia num.2, riesce a portarmi di qua e di là da questo muro, da te, da questo pensiero incontrollabile. Un po' mi avvicina, un po' mi rinsavisce...ma dura pochi minuti e quando torna il silenzio, inevitabilmente, tutto mi urla di te.
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categoria: amore, catene
lunedì, 01 dicembre 2008

Momento di celebrazione estetica 5 - La leggenda del rock

 

Stavo per andarmene a letto, quando mi sono imbattuta in questo video eccezionale. Godetevi la performance, lasciatemi dire, esteticamente perfetta, di un Bruce Springsteen oltremodo sexy e suadente. La canzone si intitola "Fire".

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categoria: musica, divino