sabato, 27 settembre 2008

Seascape

Ogni giorno, per circa un mese, ho scattato una foto al medesimo paesaggio. Ho raccolto gli scatti in questo video, come inno alla mia terra di sole, mare e vento.

VIDEO

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venerdì, 26 settembre 2008

La trilogia di Neo

Quindi finisce così. La trilogia di Neo. Devo ammettere che dopo aver amato il primo Matrix e dopo aver apprezzato il secondo Matrix, aver visto ieri sera, in tv, il terzo Matrix non mi ha sconvolto, ma, in più casi, commosso. Ora, premesso che Matrix doveva finire col primo episodio (l'unico e il solo da ricordare sul serio) che, a mio parere, resterà per sempre un classico del cinema, trovo che la volontà di dare un fine più alto a tutta la storia, ovvero il fine della pace, non sia stata un'idea totalmente malvagia. Non ho apprezzato molto, però, i combattimenti aerei fra Neo e Smith...troppo surreali, troppo Superman. In generale le trame del secondo e terzo Matrix non sono un granchè, anzi, sono quasi inesistenti. Alla fine l'unica cosa che ha un senso capire è che nella vita occorre fare delle scelte e che l'uomo indeciso non ha futuro. Quindi Neo ha fatto la scelta di resistere. E così finisce il suo ruolo nella storia, assieme a quello di Trinity, che si immolano per un destino che intravedono ma non conoscono. Finisce così questo Matrix Revolutions, questo terzo episodio con l'uomo del treno che traghetta programmi fuori o dentro la rete e col Merovingio che non si capisce bene cosa ci stia a fare. Questo episodio, ancora più evidentemente del secondo, è stato troppo campato in aria, costruito sulla figura straordinaria e predestinata di Neo, l'eletto, il salvatore. Un po' come Cristo. Però Neo era già morto e risorto nel primo episodio, quindi, per fortuna, non avremo mai un quarto Matrix. Interessante anche la spiegazione data dall'Oracolo riguardo al bilanciamento dell'equazione, ovvero all'inevitabile creazione di opposti, come Neo e Smith; un'equazio ne bilanciabile con la distruzione di tutto o la comunione di tutti. 

In ogni caso, Matrix doveva restare uno solo. Una sola fantastica storia, con una sola fantastica idea. Avrei apprezzato, più che altro, un secondo episodio del livello del primo e basta. Ma oggi le trilogie sembrano andare di moda e, nel caso di Matrix, come tutti hanno più volte detto, la forza del business ha creato il doppio seguito. Un seguito un po' troppo etereo. La forza grandisiosa del primo film era nell'idea e nei personaggi, la forza del secondo stava forse nella consapevolezza di Neo, ma per quanto riguarda la forza del terzo non sono ancora convinta di averla trovata...come accennavo inizialmente, però, mi è successo di commuovermi in più occasioni. Una commozione che preludeva al destino più o meno scontato cui Neo andava incontro. Si era capito, insomma. E finiva, quindi, la magia dell'eletto, del perfetto, per trasformasi nella magia dell'eroe immolato, che ha fatto la sua scelta. Ci sta anche questo, si...ma avrei preferito ricordarmi Neo come quell'essere superiore che poteva plasmare Matrix a suo modo e correggere gli errori e amare con passione ed essere abbastaza dark da risultare eccessivo ed essere abbastanza eccessivo da risultare unico.

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categoria: film
domenica, 21 settembre 2008

Appassire

Non c'è più niente da inventare. Nessun regalo originale. Nessuna idea che squarci il cielo. Il dado è tratto, in molti sensi. Probabilmente - e lo spero - è colpa della mia limitatezza immaginativa se al di là di questo mondo qui non vedo possibilità di cambiamenti epocali. Non c'è più niente che l'uomo possa creare. Migliorare, si, ma non creare. Cosa volete inventare, ancora? E' già stato tutto pensato o immaginato. Non c'è più sorpresa, perchè le cose nuove sono già vecchie. Soprattutto, è lo stallo delle idee che mi preoccupa; l'impossibilità di dire qualcosa o scrivere qualcosa senza che un altro, prima di te, l'abbia già detta o fatta. E' il mondo senza origine, perchè non c'è più niente da tirare fuori dal cilindro. Persino i proverbi dicono tutto e il contrario di tutto...c'è n'è uno per tutte le prospettive, roba da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Secondo me non c'è scampo a questa deriva delle idee. E' colpa anche del relativismo, che ci ha tolto la possibilità di essere assoluti, almeno una volta. Però, è vero, non c'è verità o concetto che non sia superabile, sorpassabile, migliorabile. E' questo il mondo del divenire, come disse Eraclito molto molto tempo fa. Aveva già capito tutto. Diveniamo sempre e comunque, trasformandoci in ogni cosa e dissolvendoci, quindi, nel nulla. Non siamo, ormai, così speciali. Siamo solo uomini su una Terra ansimante e malata, appesi all'idea dell'immortale e dell'eterno, col sole a scaldarci il viso. Eppure anche il sole ha i giorni contati. Poi diventerà qualcos'altro. E noi torneremo polvere, senza aver avuto la possibilità di essere originali, una volta sola. Senza essere stati l'origine del nuovo e del mai visto.
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categoria: catene
martedì, 09 settembre 2008

QUI e ORA

Una filosofia niente male, quella del QUI e ORA. Non esiste futuro, non esiste passato, ma solo il presente, in una successione di attimi che scandiscono il qui e l'ora. Quando al liceo la prof. di filosofia accennò a qualcosa del genere io non afferrai il concetto. Mi è stato chiaro solo dopo un po' e ora, a distanza di qualche anno, mi rendo conto che si tratta di una filosofia davvero niente male. E' l'arte del vivere momento per momento, del ragionare ora, dell'essere presenti qui e non altrove. Filosofia anche difficile, considerando che l'essere umano và e viene dall'ora e dal qui spostandosi verso i ricordi, cadiuvato dall'esperienza guadagnata crescendo. Eppure, essere qui e ora, calcolando solo questo e non altre variabili e non altre ipotesi, può diventare estremamente utile per vivere meglio. E i progetti per il futuro? E gli insegnamenti del passato? Già, non si può ignorare che oggi il qui e l'ora non ha quasi più significato, che i concetti di spazio e tempo hanno avuto un ridimensionamento e, insieme, un ampliamento smisurato. E' l'esplosione, accompagnata all'implosione, che è provocata dal mondo gobale, dove possiamo essere ovunque e comunque. Ma noi umani siamo troppo indietro con la testa per comprendere e abbracciare tutto quello che il mondo gobale sta creando; in un certo senso non abbiamo ancora i significanti per capire il significato di questo grande mondo che esplode ed implode. Il globale avanza troppo in fretta rispetto alla capacità umana di adattarsi al nuovo. Le nostre estroflessioni, ovvero tutte le creature artificiali che l'uomo è stato capace di comporre dal niente, oggi corrono più in fretta di noi e ci sorpassano e ci doppiano e ci lasciano indietro, ansimanti e inesorabilmente drogati di elettricità ed elettroni, di giga e mega e bit e ram...ci stiamo perdendo nello spazio infinito, dimenticando la qualità del tempo che trascorriamo facendo questo o quell'altro, in compagnia di qualcuno o da soli. Non siamo più capaci di essere umani e basta. Siamo disumani, ormai, perchè per strada abbiamo abbandonato l'Umanità come un cane...e qualcuno l'ha pure messa sotto, più e più volte, come un cane.

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categoria: catene
giovedì, 04 settembre 2008

Dipendenze

Posso dire di essere ufficialmente in vacanza da quattro giorni. Ora ho talmente tanto spazio e tanto tempo che ancora non ho capito come impiegare. Mi sto riprendendo da ritmi di lavoro un po' stressanti e monotoni, tanto che andare a letto prima delle 3 del mattino mi risulta assai arduo. Ho la testa che mi scoppia quasi 24ore al giorno, perchè passo la maggior parte del tempo davanti alla tv, complice premium gallery che mi attira inesorabilmente con i suoi telefilm e film. Io sono una drogata di televisione. Non ce la faccio senza. Anzi, magari ce la faccio, ma dopo una certa astinenza ci ricado peggio di prima. Tipico delle dipendenze. Ma almeno non fumo. E non mi ubriaco abitualmente. Comuqnue sia, ora ho tempo e spazio. Modo e potere. Eppure non faccio niente. Perchè è la mia solita inquietante natura da oziante...e Moravia lo diceva che è proprio un'arte. Mi sono innamorata di un nuovo personaggio della fiction, tale detective Charlie Crews, nella serie LIFE, in onda su Italia1 da domani (io ho già visto tutto sul digitale) e mi crogiolo in questo innamoramento impossibile già in ansia per la seconda serie. Mi innamoro spesso di questi personaggi finti e inesistenti. Delle loro manie e personalità. Credo sia un modo per staccarmi dalla realtà, questa realtà che non so vivere. Sostanzialmente ho dei grossi problemi, lo so.
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categoria: divagazioni, catene