domenica, 29 giugno 2008

Storie di letto

Ho voglia di scrivere un post sul "genere maschile allo sbando". Lo vorrei proprio scrivere, ma ho pensato che è meglio evitare di essere acida e dissacrante. Dopotutto, a fare certe cose si è sempre in due. Non difenderò le donne, ma ancor più non difenderò gli uomini, ormai senza onore e senza nome. Il sesso, diciamocelo, è diventato l'unico paramentro di riferimento. Me la dà, non me la dà. Gliela dò, non gliela dò. Bravi. Complimenti. Applausi. Siamo pessimi. Le storie di letto sono ovunque e fra chiunque. Mere storie di letto, senza parole e argomenti. Senza un'emozione più duratura dell'orgasmo. Non si comunica più perchè è più facile così. Amare è un impegno. Godere non costa niente, a meno che non vai a puttane. Applausi, davvero.

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categoria: amore
giovedì, 26 giugno 2008

COLDPLAY

VIVA LA VIDA

OR DEATH AND ALL HIS FRIENDS

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categoria: musica
domenica, 22 giugno 2008

La mia DOSE

Premetto che a me non ne viene niente. Che si vinca o si perda, da un punto di vista pratico, per me è indifferente. Insomma, l'eliminazione dall'Europeo non modifica la mia vita. Tanto meglio. Però, insomma, neppure la gloria psicologica della vittoria. Perchè il calcio sta tutto lì per i tifosi: in una strana gloria psicologica e in uno strano sentimento di euforia che invadono tutto il corpo per diversi giorni, come una scarica infinita di adrenalina, e che fanno sentire parte di un Tutto.

Quindi, insomma, eliminati o meno (e siamo in effetti eliminati) non modifica la mia vita, ma questi Azzurri senza squadra e senza individualità, abbastanza monotoni, allenati da uno che...ne capisco di più io...mi hanno tolto la possibilità di provare quella sensazione, quella scarica adrenalinica che ti fa sentire bene. Mi hanno tolto quella dose di goduria. Quella che provi in un modo assurdo solo per aver vinto un Mondiale o un Europeo. Perchè gli Azzurri, la Nazionale, vanno oltre le stupide dinamiche dei clubs. Perchè per uno scudo vinto sei capace di star fuori tutta la notte a festeggiare, ma essere Campioni del Mondo o d'Europa, quasi stupidamente, unisce tutti. Tutti questi italiani cittadini che, di norma, non sanno cosa sia la nazionalità. Bene, sono triste. Questi Azzurri mi hanno lasciato senza DOSE.

E per favore, la prossima volta(?), fate tirare prima Del Piero.

E, soprattutto, fate un corso di base a Donadoni su come si gioca a calcio.

E, oltretutto, mandate Toni a Lurdes.

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categoria: sport
lunedì, 16 giugno 2008

L'apparenza inganna

Scoprire che, in fondo, sei meno felice di quel che sembra, che hai un passato anche tu, che ti sono andate storte molte cose. Da un matrimonio a una storia importante, con due figli. Scoprirlo mi ha messo di cattivo umore. Ho capito che probabilmente la tua contagiosa allegria è il risultato di un tumulto. Che il karate forse ti aiuta a restare coi piedi saldi e a tenere alta la testa. E' probabile che tu abbia veramente poco tempo per te stesso e che senta un forte bisogno di confidenza. E magari qualche volta avresti voglia anche di piangere. Ho capito che probabilmente hai da dare un sacco d'amore, ma che non trovi più il modo. Che ormai il passo falso diventa un altro passo falso ogni volta che provi a muoverti e che finirà anche questa storia nata in sordina, di nascosto da tutti. Spero di sbagliare pronostico, di non aver capito niente. Spero che starai bene.

Hai un sorriso che adoro. E mi piace quando ridi. Fondamentalmente hai bisogno di gente per condividere un senso d'appartenenza e di fiducia. Chissà a cosa pensi quando sei solo, quando ti svegli la mattina fra le coperte stropicciate e ti sfreghi gli occhi con forza e ti dai un paio di schiaffi per costringerti a stare in piedi. E mentre fai la doccia ti lasci scivolare addosso l'acqua bollente chiudendo gli occhi e abbandonando le braccia sui fianchi. Poi ti fai la barba e allo specchio ti guardi vagamente negli occhi, assalito d'un tratto da un senso d'ansia e frustrazione, fino a scuoterti e a concentarti sulla lametta, tanto per evitare un'altra ferita. Poi ti vesti con calma e fai colazione in silenzio, pensando a domani, quando sarà il tuo turno di stare con tua figlia. Alla fine uscirai di casa in fretta e salirai sul furgone. Riempirai tutta la giornata di lavoro e commissioni e cenerai fuori per rincasare il più tardi possibile. Non vuoi stare da solo. Non vuoi fare di nuovo i conti con tutto quello che è andato storto. Con le responsabilità che hai avuto e con le mancanze che ti corrodono. Lunedì e mercoledì correrai in palestra per dare sfogo a quello che non puoi urlare, mentre il venerdì il corso di balli latini ti farà vibrare un po' il cuore e scordare di quello che non hai più, perso nel ritmo sensuale di una baciata che avvolge.

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categoria: amore
venerdì, 13 giugno 2008

Angoli - parte II

Per concludere la "rassegna" sulla mia camera, ecco altre foto.

Klimt - Negramaro

Dal momento che mi piace l'essenzialità, le uniche cose appesa ai muri della mia camera, sono la riproduzione del capolavoro "Il bacio" di Gustave Klimt e la locandina, rubata al mio bar di fiducia, della prima data dei Negramaro al Teatro Regio di Parma. Prevedo l'acquisto di altre riproduzioni di Klimt o di qualche poster che ritragga bellezze di New York, la città che un giorno dovrò necessariamente visitare.

Comodino

Il mio comodino. La lampada fa poca luce, ma è simpatica con tutti quei colori :) La mia sveglia turchese, fedelissima e maledetta. Un piccolo salvadanaio a forma di coccinella e una doppia foto: io ai Giardini Margherita di Bologna e ancora io assieme a due mie amiche (Elisa e Flavia) in piazza, sempre a Bologna. Anche qui si vedono molti libri: tre sono di Marco Travaglio, tutti autografati; due sono di Clive Cussler, "Sahara" e "La città perduta"; poi, "Harry Potter e il principe mezzosangue" di Praticia Rowling. E un paio di quaderni in cui scrivo i miei pensieri ispirati. Sulla sinistra si nota anche un lettore mp3, una radiolina portatile a strisce bianche e nere e il caricatore di uno dei miei due cellulari. Nei cassetti, quasi esclusivamente biancheria intima ;)

Armadio

Questo è un pezzo del mio armadio. Il pezzo più trafficato. In basso, jeans e pantaloni vari assieme alle scatoline azzurre e bianche delle lenti a contatto (sono miope). Un po' più in alto, nel porta oggetti metallico, un profumo, una matita per gli occhi ancora inscatolata, due cofanetti per il make up e una spazzola. Nel ripiano superiore, un beautycase (si scrive così?) trasparente che uso solitamente quando sono in viaggio, la crema Nivea per il viso, una pinza per i capelli, un cerchietto color oro, il liquido per le lenti a contatto e il deodorante Dove. Appese sul lato sinistro, una serie di collane e, proprio in fondo, un bustone pieno delle mie borse...e vi assicuro che sono tantissime :D 

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categoria: divagazioni
giovedì, 12 giugno 2008

Solo un Capitano

Del Piero: voglio essere decisivo

Ale ha le scarpette azzurre. Come la maglia. E' in forma fisica eccezionale. Si è sistemato le basette e tagliato i capelli, come fa sempre in queste occasioni di gran gala. Dimostra il solito fascino. La solita risolutezza e parla tranquillo. Avevo pensato, al tempo della convocazione per l'Europeo che non arrivava, che era meglio così. Almeno non ci sarebbero state le solite tribolazioni da panchina o da sostituzione. Avevo pensato che, almeno, se ne sarebbe stato tranquillo. Poi mi son detta che Ale tiene troppo alla Nazionale e che una mancata convocazione per quello che sarà probabilmente il suo ultimo Europeo e al termine di un Campionato da applausi col botto, lo avrebbe rattristato e deluso. Ale si merita di essere dov'è. Capocannoniere a 34 anni con 21 reti. Capitano della Nazionale. Domani Ale se ne andrà in campo con la voglia indiscutibile di fare la differenza. Lui che è un grande e lo si capisce dallo sguardo. Lui che è sempre là, nel bene e nel male. 

Ale ha le scarpette azzurre. Come la maglia. E gli occhi marroni che scintillano. Sorride sempre e non si risparmia mai. Non è diplomatico. E' sincero. Domani spero che si riprenda la gloria. Quella da Campione del mondo. E giochi come solo lui sa fare. 

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categoria: sport
martedì, 10 giugno 2008

Angoli

Ho pensato che sarebbe divertente farvi entrare virtualmente nella mia camera. Vi ci porto con qualche foto!

my bedroom

Questa è una parte della mia mensola porta tutto. In particolare libri, fra i quali una biografia su Ghandi, un libro di sociologia "Amore Liquido" scritto da Sigmunt Bauman, il thriller "L'ultimo testamento" di Philip Le Roy e una raccolta poetica di Ungaretti. Il berretto della Juventus si vede molto bene, mi pare. A sinistra del berretto, un souvenir comrpato a San Marino. E' un tagliacarte a forma di spada...anche se assomiglia molto di più a un pugnale. C'è anche una foto di Alessandro Del Piero, in campo contro il Parma, in Parma-Juventus del campionato appena trascorso. Ero là a pochi passi. Che emozione. Sotto, una foto scattata al concerto dei Negramaro al Teatro Regio di Parma, lo scorso 7 dicembre. Sul cartellone c'è scritto "Cuntame d'amore, quannu nasce lu sule, lu mare e lu jentu...W lu Salentu", ovvero "Parlami d'amore quando nasce il sole, il mare e il vento, W il Salento". Le ragazze che si intravedono dietro il cartellone sono Alessandra e Giulia, amiche d'università e non solo. Appena sopra il cappello della Juve potete notare due alette. Vengono direttamente, anche quelle, dal concerto dei Negramarto e sopra c'è l'autografo di "Lele", l'eccezionale chitarrista del gruppo. Sopra il gruzzolo di libri c'è un gatto di peluche, un regalo di compleanno da parte di Elisa, mia ex compagna delle superiori e mia ex coinquilina, ma attualissima amica. E' sempre un suo regalo quello strano oggetto all'estrema sinistra con i capelli rosa scintillante; è una penna, ma fa più che altro da decorazione.

my bedroom 2

Altra foto, altra descrizione. Si tratta della mia piccola libreria. Nel primo scaffale a partire dall'alto:

- sulla sinistra, gli esami da rifare - tasto dolente... - che dovrebbero essere tre;

- sulla destra, due libri di disegno artistico (mi piace disegnare) e libri di esami fortunatamente superati.

Lo scaffale centrale ospita un vistoso stereo che uso soprattutto quando devo prepararmi per uscire la sera. A seconda dello stato d'animo scelgo un disco e mi lascio trasportare.

Nell'ultimo ripiano, quasi vuoto, ancora dispense, libri, quaderni e appunti di esami superati. 

My CDs

Ecco il mio pane quotidiano. Tanta musica.

Ma partiamo dall'alto. La prima fenditura del portadischi è occupata da tre cartoline: Davide da Barcellona, Davide da Como, Simone e Marco da Nordkapp, dopo 3789 km.

Poi, i due disci-Estate che mi ha inviato Fabio per posta. Un regalo graditissimo, pieno delle sue canzoni simbolo. Appena sotto, "East of angel town" di Peter Cincotti, con tanto di autografo apposto personalmente da lui, in mia presenza, all'uscita del Teatro Smeraldo, a Milano, dopo una serata piena di buona musica. Seguono alcune compilation, fino a "Le onde" e "Divenire" di Ludovico Einaudi. Alcuni dischi vuoti e altri usati come backup per i miei files. Il porta Cd arancione da viaggio, quindi la trilogia di Tiziano Ferro, da "Rosso Relativo", a "Nessuno è solo", passando per "111". Ligabue con "Giro d'Italia"; "Sacred Love" e "..al the time" di Sting. Poi le "Occasioni dell'amore", di Michele Zarrillo, "Nux Vomica" dei The Veils, "X&Y" dei fantastici Coldplay e "Greatest Hits" dell'intramontabile Bruce Springsteen. Poi alcuni disci jazz, soprattutto di Miles Davis. 

In fondo al portadischi, campeggiano i dischi della mia adolescenza:

- ben tre dei Backstreet Boys: "Millennium", "Black and Blue" e "Never Gone";

- "Semplicemente" di Alex Baroni;

- "L'anno zero", di Nek;

- "Five" di Lenny Kravits.

Più o meno gli ho detti tutti. Nel mio mp3 c'è più roba, ovviamente ;)

Alla prossima puntata per il resto della camera.

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domenica, 08 giugno 2008

Vado

Ho addosso i pantaloni grigi di una tuta. E una maglietta azzurra a maniche lunghe. Le ciabatte turchesi. I capelli raccolti in una coda e gli occhiali da vista, quelli che metto solo in casa, perchè quando esco porto le lenti a contatto. Sto ascoltando attraverso MySpace il nuovo disco dei Coldplay, ormai attesissimo. Il 12 di questo mese sarò davanti alla porta di RICORDI pronta a comprarlo e metterlo in saccoccia, sperando, a settembre, di ascoltarli dal vivo. Ho mal di schiena. Ho passato la scorsa notte in viaggio (dalla profonda Puglia fino a Parma) e mi sono arrotolata sul sedile posteriore della macchina cercando di dormire. Ora ho un principio di torcicollo. Sulla mia scrivania c'è un portapenne, pieno di tutto, meno che di penne. C'è addirittura una pallina antistress dell'Unicredit Group. C'è anche un temperamatite che non tempera ma, in ogni caso, ormai uso una matita porta-mine. Così mi risolvo il problema del temperare. La dispensa di Cultura della Globalizzazione è qui al mio fianco. E non ho finito di leggerla. Intravedo qualche spartito di accordi per chitarra e la mia PenDrive da 2GB, piena di mp3 pirata. La macchina fotografica digitale è nella sua custodia. Oggi ho scaricato sul PC le oltre cinquecento foto scattate nel mio Salento, immortalando gli sposi (due matrimoni in tre giorni) e qualche panorama. I Coldplay continuano a suonare negli auricolari. La porta della mia camera è aperta. Mio padre guarda Portogallo-Turchia in TV. Lunedì tocca ai nostri azzurri campioni del mondo. In camera di mio fratello avevo sparpagliato i libri di Diritto internazionale. Venerdì ho l'esame. Mi espando nella casa, cercando lo spazio che non c'è e la libertà che ancora non ho. Oggi ho cambiato il copridivano del divano in cucina. Il vecchio copridivano era grigio e blu; quello nuovo è giallo. Molto meglio. Molto meglio anche il frigorifero, che, dopo essere stato scongelato, è ripartito più tonico. I miei due cellulari sono muti. Ho due cellulari, si, ma odio averne due. In parte odio anche averne uno. Ne ho due per necessità. Comunque, ne ho due e non squillano. Squillano di rado. Ed è addirittura sabato sera. Prima ho fatto una doccia bollente, ma volevo farla solo tiepida. Il problema è che la caldaia funziona un po' male e dovremmo farla aggiustare. La voce di Chris Martin è bella. Come poche. Tra l'altro, lunedì mi perderò tutto il primo tempo di Italia-Olanda causa allenamento in palestra. Cazzo. Forse dovrei usare la pallina antistress dell'Unicredit Group. Mi farebbe bene. Mi farebbe bene anche una camomilla. Vado.

PS: il post è stato scritto ieri sera, ma ho potuto pubblicarlo solo oggi.

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mercoledì, 04 giugno 2008

Alberto Contador

Arriva in Italia strappato alle vacanze, partecipa al Giro per la prima volta e lo vince. Ha solo 25 anni, un bel sorriso e occhi scuri. E' spagnolo. Il nome completo è Alberto Contador Velasco, è nato a Madrid e vive a Pinto. Ha quattro fratelli. Scoperta la passione per ciclismo, dal 2003 inizia ad inanellare una serie interessantissma di vittorie e piazzamenti importanti. Nel 2007 vince il Tour de France. Quest'anno porta via a Riccardo Riccò il gradino più alto del podio, dando prova di eccezionale capacità nell'ultima tappa a cronometro, dopo aver messo in mostra le doti da scalatore sulle nostre montagne. Vedi la Marmolada. Tra l'altro la maglia rosa gli dona molto.

E pensare che nel 2004 un aneurisma cerebrale lo aveva costretto a scendere dalla bicicletta...Ma Alberto è ripartito alla grande fino a realizzare la doppietta Tour-Giro, con una semplicità quasi disarmante.

[foto de la noticia]

Io che il ciclismo lo avevo messo un po' da parte, perchè gli scandali si erano portati via la magia e la bellezza di questo sport speciale, per veri Ironmen. Dopo che Marco Pantani se n'era andato in un posto forse migliore, dopo che le accuse di doping hanno continuato a susseguirsi, il ciclismo non mi appassionava più. Oggi qualcosa è leggermente cambiato, merito probabilmente di un Giro 2008 diverso dal solito, grazie alla caparbietà di Emanuele Sella, alle speranze di Riccardo Riccò e alla sorpresa di Alberto Contador, che mi ha facilmente rapito con la sua storia personale e con l'impresa che lo ha portato davanti a tutti sul podio. Divertente il suo arrivo, quando tagliando il traguardo, mima uno sparo con la mano. C'è da dire che sono lontani i tempi in cui i veri grandi campioni vincevano senza batter ciglio, lanciandosi in volata a chilometri e chilometri dal traguardo, non come oggi, che tutti aspettano i 10 km alla fine. Non come oggi che alla cronometro sono tutti lì, a pochi secondi. I tempi sono cambiati, lo sport è cambiato, le tattiche, gli obiettivi...ma il ciclismo è pur sempre una rara bellezza da ammirare. Spero vivamente che si possa continuare a vincere senza inganno e senza scandalo. Spero che questo sport venga davvero riabilitato al senso comune, perchè è fenomenale ed impareggiabile osservare un ciclista che scala la vetta a testa bassa, faticando molto e lamentandosi poco.

Intanto, W Albero Contador, anche se non è italiano.

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