mercoledì, 28 maggio 2008

Giro di DO

Sono una chitarrista mancata. Cioè, mi sarebbe piaciuto imparare a suonare seriamente la chiatarra o il pianoforte, ma non ho mai realizzato niente di concreto. Col pianoforte ho rinunciato presto; con la chitarra ho iniziato tardi, ma il feeling è stato più forte e alla fine ce l'ho fatta, da autodidatta, a mettere insieme qualche accordo e a suonare qualche canzone. Mi sono persino improvvisata cantautrice, con improbabili canzoni in inglese maccheronico che suonavano più o meno tutte uguali e che parlavano tutte di love and pain. Per gli arpeggi sono negata, a parte l'intro di "Come as you are" dei Nirvana, un intro sdoganato oltre che molto semplice; ci ho provato anche con l'intro di "I wish you were here" dei Pink Floyd, ma ho avuto scarso successo, sebbene sia abbastanza semplice pure quello. Non ci provo nemmeno a cimentarmi con altri mostri sacri della musica. Non sono proprio capace. Poi, faccio a botte col barrè (il dito indice che preme insieme tutte le corde di un tasto) e non so usare il distorsore e, comunque, anche se lo sapessi usare, non so suonare canzoni che necessitano di distorsore. Ho un'avversione per la "Canzone del sole"...tutti i neochitarristi la suonanano, ma io no. Ci deve essere qualcosa che mi blocca."Il mio canto libero", invece, è una tappa obbligata. Poi si può puntare su qualcosa di Baglioni e di Ligabue. 

Capite bene, comunque, che sono proprio una chitarrista mancata, ma ho senso del ritmo e, soprattutto, conosco il giro armonico di DO: DO, LA, RE, SOL. Con varianti, fra REm, LAm, SOL7...ecc.ecc. Comunque, se riesci a far suonare il questi accordi, più il MI e MIm e qualche FA#, potresti farcela a improvvisarti chitarrista. Alcune delle canzoni più belle della musica italiana e internazionale non vanno molto al di là del giro di DO.

Basta, allora, con la storia che se una cosa è musicalmente semplice non è musica all'altezza. Basta con la storia che una cosa orecchiabile poi stufa. Il giro di DO è mitico. Bando agli arpeggi di gran classe e alle super-canzoni da rock star. Il giro di DO ha fatto la storia della musica. Semplice è bello.

PS: puntualizzo che questo è un post da esaurimento notturno. Amo la musica impegnata e i chitarristi degni di essere chiamati Chitarristi. Fra i miei miti c'è Bruce Springsteen, una delle più grandi rock star di tutti i tempi, assieme a Sting, con la sua classe e il suo talento, per non parlare degli innovativi Depeche Mode e dei romantici Coldplay. Amo Ludovico Einuadi e il suo pianoforte che suona la vita e la bellezza sensuale delle composizioni Miles Davis, così come la creatività di un astro nascente come Peter Cincotti. Il fascino irresistibile del turbolento Johnny Cash e l'armonia di Ligabue. Amo il ritmo incalzante degli U2 e la forza evocativa dei The Veils. In generale, preferisco i cantautori ai semplici cantanti, ma a volte la natura regala al mondo voci emozionanti come quelle di Tiziano Ferro e Micheal Bublè.   

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categoria: musica
martedì, 27 maggio 2008

E le scorie dove le metto?

Ma certo! Diamo il via al nucleare. Costruiamo impianti ovunque per l'Italia, facciamo come gli Stati che già li utilizzano. Si, facciamolo. Andiamo in giro a dire che è la soluzione per i nostri problemi energetici. Diciamo che è l'unico modo. Ascoltiamo gente in gamba come Vittorio Sgarbi che denigra l'energia eolica perchè le pale deturpano il territorio. Costruiamo, invece, queste grosse e sicurissime centrali nucleari. Facciamolo, davvero. Spendiamo denaro a palate per metterci in casa questi bei reattori, questi atomi che si scindono. Ma si! Ascoltiamo Scajola che si inorgoglisce dicendo che "l'Italia torna al nucleare dopo 20 anni" e che giustifica una tale scelta dicendo che il nucleare concorre per il 17 % al fabbisogno mondiale di energia. Scusate, ma è davvero tantissimo! Ma proprio tanto! Non vi pare? Addirittura, negli anni '60, prima che il referendum del 1987 scegliesse di far chiudere le centrali nel nostro Paese, eravamo terzi al mondo per produzione. Un primato, proprio.

E le scorie? Dove le mettiamo le scorie? Assieme ai rifiuti in Campania? Di questo fantastico sottoprodotto dell'energia nucleare non parla mai nessuno. Le pale eoliche deturpano il territorio, mentre le scorie lo abbelliscono addirittura! Ma siamo davvero in grado di gestire le scorie? Lo possiamo fare? O ci ritroveremo con dei pesci lunghi tre metri e delle ostriche giganti, assieme a delle farfalle con sette ali e ragni formato uomo? Io non lo so a cosa pensano questi politici così istruiti e ben informati. Io non so davvero quanti interessi sottobanco debbano realizzare. Io non so cosa passa per la testa di chi vuole dare il via a queste grandi opere di ingegneria. Io proprio non lo so. Si sceglie di spendere milioni e milioni di euro per creare energia, accogliendo le scorie a braccia aperte, mentre si lasciano da parte quelle splendide pale eoliche che non inquinano e che producono una marea di watt senza impegno e senza sforzo, soprattutto se consideriamo che “il vento è gratis”! E non sono nemmeno tanto brutte al cospetto dei mastodontici tralicci, ammassi di ferraglia, che attraversano montagne e praterie. Scusate, se in questa Terra già talmente sottosopra, qualche grossa pala eolica sparsa sulla superficie della Nazione non mi pare tutto questo deturpamento! Sono da considerare, per contro, un lieve inquinamento acustico e l’intermittenza della fornitura energetica, essendo il vento “incostante”. Scusate, se questi “contro” non mi sembrano poi tanto insostenibili.  

Tornando alle centrali nucleari, l'Europa (e non solo) è già piena di questi orribili reattori, quindi dire no al nucleare non è per scongiurare un incidente atomico, ma è per limitare l'inquinamento della nostra aria, della nostra atmosfera, del nostro ambiente, delle zone in cui viviamo. Si tratta di dire no ad una forma di energia che non risolverebbe comunque i nostri problemi energetici e che, però, aumenterebbe i nostri problemi ambientali. “Conservare” le scorie senza fuoriuscite comporta costi elevatissimi e i grandi produttori di questa immondizia radioattiva (ad esempio USA, Francia e Gran Bretagna) non sanno più dove metterle…un po’ come noi e la spazzatura. Ma le scorie non le puoi differenziare, bruciare o riciclare. Le scorie te le tieni come sono. Per migliaia di anni. Te le tieni. Radioattive e tossiche. Dannose per la salute.

 

Come il ponte sullo stretto di Messina. Te lo tieni. Enorme e abbagliante in mezzo al mare. Menomale che qualcuno ancora riesce a dire che “ci sono altre priorità”. Qualcuno forse se ne accorge, o fa finta. Ma questa è un’altra storia…o forse no…del resto la madre degli scemi è sempre incinta.

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categoria: informazione
venerdì, 16 maggio 2008

Cartina tornasole

Seguo Marco Travaglio da un paio d'anni. L'ho "incontrato" per caso ad Annozero e sono rimasta affascinata dal modo non convenzionale e meticoloso con il quale affrontava la tematica in discorso. E' stato un attimo procedere ad informarmi su di lui, finendo poi a comprare i suoi libri. Marco Travaglio è, ad oggi, la mia cartina tornasole. Ho imparato a capire il suo metodo di lavoro e, del resto, una chiara dichiarazione di intenti è contenuta nel suo libro "La scomparsa dei fatti". Oggi mi rendo conto che in Italia i fatti non contano niente. Il fatto è diventato ininfluente.

Il saggio indica la Luna e tutti guardano il dito. Questo è il sistema.

Al momento Travaglio è nell'occhio del ciclone per aver detto che l'attuale presidente del Senato, Renato Schifani, ha in passato intrattenuto relazioni con soggetti condannati poi per mafia. Un fatto. Ebbene, pare che non si possa dire. Pare che dirlo significhi "diffamare". Pare che informare il cittadino non sia cosa di questo mondo...anzi, di questa Italia. Di questa Italietta che ha perso il senso dell'onore e della legalità. Non sappiamo più cos'è la giustizia. La nostra giustizia è fatta in casa e si adegua alle esingenze di ognuno. Dire che Schifani ha frequentato figuri poco raccomandabili diventa inaccetabile, perchè al cittadino potrebbe fare una brutta impressione...e il sistema non vuole che il cittadino capisca. Bene, è questa l'Italia persa e schiacciata dalla politca e dall'informazione politicizzata che non lascia scampo. E' qui che viviamo. E' da qui che in molti vogliono andarsene. E' qui che il delinquente può delinquere. E' qui che la fila si può saltare. E' qui che il sistema è straordinario. Perchè anche il cittadino è preso in mezzo. E' qui che il cittadino smette di farsi domande e si adegua al metodo, consolato dal fatto che "tanto tra cinquant'anni sono morto". E' qui che la cittadinanza attiva è più che mai diventata passiva.

E' qui che al tempo del Fascimo, nelle redazioni dei giornali, era scritto sulla porta: "Qui non si parla di politica o di altra strategia". Mi domando cosa sia cambiato.

Sento il bisogno di ringraziare Marco Travaglio per lo sforzo e la dedizione che lo accompagnano nel mestiere del giornalista. Sento il bisogno di dire grazie perchè da qualche parte posso ancora leggere la verità e formare la mia coscienza di cittadina.

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categoria: informazione
mercoledì, 14 maggio 2008

Il piano di sotto

Sarebbe bello se tu abitassi al piano di sotto, se mi bastasse fare quattro scale per bussare alla tua porta e irrompere in soggiorno per appropriarmi del divano e della televisione, mentre ti lamenti che sto sempre in mezzo alle scatole, ma poi sorridi e ti siedi insieme a me. Sarebbe divertente sapere che sei solo un piano più giù e che possiamo aspettarci sul pianerottolo per andare a lezione insieme e mangiare una volta nella mia cucina e una volta nella tua. Litigare perchè hai la musica troppo alta. Correre giù per chiederti il sale, per fregarti gli appunti o solo per sapere cosa fai. Sarebbe bello se tu abitassi al piano di sotto. Magari, finalmente, l'effettiva vicinanza diventerebbe vicinanza affettiva e non dovrei più tentare di capire, perchè, semplicemente, capirei.
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categoria: amore
mercoledì, 07 maggio 2008

Pensieri

E' abbastanza notte. Sono abituata a restare in piedi fino a tardi. Poi, in realtà, vado a zonzo per la casa, apro e chiudo pagine del web, ascolto musica variegata...sto scoprendo una passione per Battiato. Meglio tardi che mai. Sto anche pensando a un sacco di cose. Alle strade da percorrere, agli esami da preparare, agli esami del sangue per il ferro basso, alle scarpe nuove che mi vanno strette, all'Africa affamata, ai viaggi che non farò mai, alle cose che ho visto in giro, a una delle città più belle del mondo, Venezia, agli amici lontani, agli amici vicini, agli amici persi, ai sogni che non realizzerò e alle persone che ho amato e a quelle che amerò. Sto pensando al libro che non riesco a scrivere, alle poesie che non riesco a pubblicare, all'istinto creativo che non so sfogare, alla scarsa applicazione, alla naturale propensione al rispetto delle regole, assieme ad una ostinata tendenza taciuta alla sovversione. Sto pensando alle stranezze del mondo, ai soggetti originali che ci hanno cambiato la vita, all'evoluzione umana che non si è conclusa, all'umanità abissale e inabissata, all'umanità globale, all'universo che si espande, alla natura che si oppone. Sto pensando a ogni stonatura, alla voce di Emanuele Dabbono, alla chitarra di Santana, al pianoforte di Cincotti, alla tromba di Miles Davis, all'elettronica dei Depeche Mode, allo spirito infinito dei Queen, alla bellezza di qualcuno. Ho in mente un genere innumerevole di prospettive e destinazioni, un numero imprecisato di volontà e voglie. Ho in mente le forme che diamo alle cose, i simboli che impariamo a riconoscere, le critiche che non impariamo ad accettare, i complimenti che non ci confortano, le esasperazioni della vita, la depressione e la follia. Ho in mente l'arte astratta e quella concreta, ho in mente un quadro di Simone, un libro di Faletti, una poesia di Ungaretti, i soldi di Briatore. Accozzaglie di pensieri e inettitudini. Accozzaglie di speranze e illusioni, di delusioni, di distruzioni e costruzioni, di corruzioni e condizionamenti. Sto pensando a quella tecnica di karate che non so fare, a quella canzone di cui non ricordo le parole, al giro di DO maggiore, al giro di basso, a Max Gazzè. Sto pensando alla fortuna, al caso, al tempo perso, al mistero della vita. Sto pensando al niente, al tutto, al qualunque, al dovunque, al comunque.

A volte avrei voglia di fingere. Di diventare come quelle donne vuote e isteriche. Di tirarmela come non so fare, di incazzarmi come nessuno ha la (s)fortuna di vedere, di urlare gli improperi peggiori. A volte avrei voglia di non scegliere. Di comprarmi un divano comodo, a tre piazze, e di restarci seduta per una infinità di ore. Con la televisione accesa, a decorticarmi il cervello davanti al Grande Fratello e a Uomini e Donne. Avrei voglia di perdermi nell'indecenza e di spendere tutto in vizi e lussi. Abbandonarmi all'accidia. E andarmene, una volta per sempre, a quel paese.

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categoria: divagazioni
lunedì, 05 maggio 2008

Infinitamente

Ho da studiare. Da memorizzare. Ho sonno. Vorrei dormire.

Questa sera avrei voluto camminare infinitamente, andare per sempre senza fermarmi in qualche posto. Dopo ho pensato che solo fra le tue braccia, il giorno che ti incontrerò, vorrò tornare.

Ho da sperare. Che arriverai. Ho da credere. Che c'è sempre speranza.

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categoria: poesia, minimalismi